linguaggio dei gatti

Linguaggio dei gatti: piccoli accorgimenti nel rituale del saluto

Non è facile comprendere il silenzioso linguaggio dei gatti ma ci sono degli accorgimenti che possiamo adottare per una buona relazione con questi piccoli felini, a partire dal rituale di saluto.

Quando entriamo nella casa di un gatto che conosciamo poco o non conosciamo, è bene usare qualche piccola accortezza per evitare di infastidirlo o spaventarlo.

Il rituale del saluto nel linguaggio dei gatti

I gattini, quando vanno incontro alla mamma, si muovono in modo molto morbido, andandole incontro con la coda dritta che ondeggia lentamente, con calma. È il loro modo di esprimere felicità nel riconoscere e vedere la mamma. Anche i gatti più grandi fanno lo stesso, non solo con la mamma ma con tutti gli individui con cui hanno un legame affettivo (fratelli, nurses, conviventi, etc.).

Se il vostro gatto vi viene incontro in questo modo, quando rientrate a casa, è un ottimo segno!

La coda, nel linguaggio dei gatti, funziona come e meglio del linguaggio vocale perciò tenetene conto quando incontrate un gatto che non conoscete per capire meglio le sue emozioni.

Non darmi la mano!

Ad un cane, per non spaventarlo, si offre la mano per lasciare che l’annusi. Lo stesso atteggiamento, usato con un gatto potrebbe spaventarlo.

Prima di fare qualche passo, entrando nella casa di un altro gatto, restate fermi e lasciate pure che vi annusi. Non utilizzate un tono di voce alta ma parlate a bassa voce, evitando i toni acuti. Non avanzate movimenti rapidi verso il gatto che potrebbero spaventarlo inutilmente.

La distanza

Nel linguaggio dei gatti la distanza ha la sua rilevanza. Mantenete la distanza di sicurezza che pone il gatto ed evitate di avvicinarvi se lo vedete teso. Per esempio con i baffi indietro e il peso spostato sul posteriore.

Nel linguaggio dei gatti sporgere il collo in avanti non è solo segno di curiosità. Il più delle volte è indice di paura. E la paura inviterà il gatto ad un atteggiamento cauto che va compreso e rispettato.

Posso prenderlo in braccio?

Alla maggior parte dei gatti non piace essere presi in braccio. Bisogna lasciare al gatto la libertà di prendere le distanze se lo ritiene opportuno. Questo vale per il proprietario e tanto più per gli estranei che entrano in casa che devono essere ben consapevoli del disagio che può provare il gatto.

Perciò, per salutare un gatto, come prima cosa, non provate a prenderlo in braccio. Qualche volta lo avrete sicuramente fatto e nella maggior parte dei casi avrete potuto osservare come il gatto inizi a dimenarsi nel tentativo di scendere. Anche questo fa parte del silenzioso linguaggio dei gatti. I movimenti, dei baffi, del corpo, della coda, la mimica facciale, sono segnali ben decodificati che il gatto ci lancia ma che troppe volte noi umani non sappiamo ascoltare. La fiducia di un gatto va conquistata, con il tempo e con i suoi tempi. Ascoltandolo, studiando o interpellando, eventualmente degli esperti veterinari o comportamentalisti, se voleste chiedere aiuto.

Le tempistiche dei sensi

Spesso siamo noi proprietari a mettere a disagio il gatto davanti agli estranei. Come? Non rispettando le tempistiche dei suoi sensi, dimenticando che la vista del gatto, paragonata alla nostra, è sviluppata diversamente. Il gatto, per avere una maggior comprensione del mondo che lo circonda si affida soprattutto ad altri sensi. Questi piccoli felini hanno una capacità straordinaria di percepire le nostre emozioni, soprattutto quelle provate dalla persona con cui vive.

Quindi, quando avete ospiti, lasciate al vostro gatto libero accesso alle varie zone della casa perchè sia lui a scegliere di stare in compagnia vostra e dei vostri amici.